oldPedologia

Servizio Innovazione – Formazione – Associazionismo – Cultura d’Impresa – Valorizzazione produzioni, ARSARP sede di Campobasso

 
Funzionari incaricati: dott.ssa Anna Pellecchia, dott. Alfredo Giulio Cocchiarella

Il suolo è spesso considerato semplicemente come quel limitato strato della crosta terrestre utilizzato come supporto fisico delle opere umane; in realtà è qualcosa di molto più complesso e si può definire come quella risorsa naturale non riproducibile in tempi brevi che è in grado di sostenere le piante superiori e quindi le colture agrarie e forestali.
Si tratta quindi di uno dei beni preziosi dell’umanità che si forma lentamente attraverso processi fisici, fisico-chimici e biologici ma che, purtroppo, se non gestito in modo razionale, può essere distrutto rapidamente.
La risorsa suolo costituisce quindi un capitale naturale limitato e difficilmente rinnovabile. Pertanto è dovere dell’uomo custodire, proteggere e difendere questo capitale per le generazioni future.
Proprio in quest’ottica è stato creato nel 1995, all’interno dell’ex ERSAM, il Laboratorio Cartografico Pedologico confluito successivamente nella struttura tecnica del Servizio Attività di Supporto ai SSA dell’ARSIAM.
Si tratta di una struttura che rileva, archivia, elabora e gestisce i dati cartografici e semantici dei suoli molisani, anche tramite l’ausilio di sistemi informativi geografici (GIS). Il tutto per diffondere le informazioni pedologiche per la corretta gestione delle risorse ambientali e per la programmazione complessiva del territorio molisano; ciò anche nell’ottica di un’agricoltura “sostenibile”, caratterizzata dal prevalente ricorso a sistemi di coltivazione “conservativi”.


Rilevamento e Cartografia

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La formazione dei suoli dipende dalla “roccia madre” e da altri fattori quali il clima, la morfologia, l’attività biologica e il tempo.

Lo studio dei suoli consente di avere un’accurata documentazione sulla natura, sulle caratteristiche   e sulla distribuzione della risorsa suolo ma  soprattutto permette di determinare il suo uso più  appropriato (agricolo, forestale ecc.).

 

Lo studio dei suoli di tepedologia02rritori comunali, provinciali o regionali è possibile esclusivamente utilizzando idonee cartografie di base, carte litologiche, carte dell’uso del suolo, fotografie aeree tramite le quali realizzare una carta delle unità di paesaggio che suddivide il territorio studiato in base a quelle caratteristiche ambientali che influenzano la genesi dei suoli. Solo dopo aver realizzato tale strumento cartografico è possibile procedere con il rilevamento di campagna consistente in trivellate e profili pedologici che permettono la realizzazione della carta dei suoli.

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Lo studio dei suoli a livello dell’azienda agricola si può realizzare o tramite le “classiche” analisi del terreno, spesso trattate in articoli di stampa tecnica e comunque in genere conosciute dagli imprenditori agricoli, oppure effettuando uno studio pedologico mirato di dettaglio.
In questo secondo caso lo studio dei suoli dell’azienda si effettua principalmente mediante la descrizione delle trivellate e dei profili.

 

Documentazione:

GIS

Nel n. 5/2000 della presente rivista è stato introdotto il concetto di suolo, di pedologia e della necessità dello studio dei suoli sia a livello provinciale e regionale, sia nell’ambito delle aziende agricole; nel n.2/2001 si è poi trattato dei principali problemi di vulnerabilità dei suoli Molisani con particolare riferimento all’erosione. In questo breve articolo, invece, parleremo dell’uso dei Sistemi Informativi Geografici per lo studio e la gestione delle informazioni pedologiche.
Negli ultimi decenni la domanda di supporti conoscitivi cartografici è divenuta sempre maggiore, in parte per l’accresciuta importanza delle scelte ambientali e del rapporto di queste con i problemi di sviluppo economico e sociale,in parte per il concreto avvio dell’elaborazione di piani territoriali,di bacino,di risanamento ambientale,paesistici ecc. Negli ultimi anni, inoltre, nelle scienze territoriali e nelle applicazioni allo studio del territorio si è sempre più affermato l’utilizzo di Sistemi Informativi Geografici o GIS (dall’acronimo inglese Geographical Information System).  Per Sistema Informativo Geografico si intende quel complesso di risorse umane, strumenti hardware e software, procedure, flussi informativi, norme organizzative che permettono l’acquisizione, la gestione e la distribuzione di dati territoriali.A differenza dei CAD,che sono strumenti di disegno nei quali si dà priorità alla gestione grafica, i software dei Sistemi Informativi Geografici sono strumenti di analisi che permettono di creare nuova informazione e nei quali più che al disegno si da priorità ai database col-legati ai dati geometrici.
L’utilizzo di un GIS prevede varie fasi:
– acquisizione di dati cartografici e alfanumerici,
– procedure di interrogazione e di applicazione di modelli di analisi,
– restituzione dei risultati sia come carte tematiche sia come tabulati.

Come risaputo la pedologia è la scienza che si interessa dello studio dei suoli mentre le carte pedologiche sono delle cartografie tematiche che permettono di suddividere un territorio in relazione alle caratteristiche e potenzialità dei suoli presenti.Per realizzare le carte pedologiche, oltre ad un indi- spensabile rilievo pedologico, che si attua attraverso lo studio di un numero adeguato di profili e trivellate,è necessario effettuare una preventiva indagine ambientale del terri-torio che prende in considerazione numerosi fattori ambientali quali l’altimetria,la clivometria, l’idrografia, la geolitologia, la geomorfologia,l’uso del suolo,le temperature e le precipitazioni. Lo studio di questi fattori ambientali,oggigiorno,è facilitato dall’ausilio dei computer e di software idonei alla gestione dei dati territoriali e semantici.  Proprio in questa ottica è stato creato, all’interno dell’ARSARP, un Laboratorio Cartografico Pedologico che,oltre ad essere in grado di utilizzare cartografie di base e tematiche digitali esistenti prodotte a livello regionale, ha realizzato negli ultimi anni un vero e proprio Sistema Informativo Geogra-fico dei suoli della regione Molise.  Il Sistema Informativo dei Suoli è costi-tuito da una gran mole di dati pedologici sia di tipo puntuale (profili,trivellate,analisi del terreno),sia di tipo territoriale.I dati alfanu-merici e spaziali prodotti dal Laboratorio Cartografico Pedologico durante le attività di studio dei suoli della regione,infatti,sono stati inserito nel software GIS in dotazione dell’ARSARP (Arcview 3.2) che attualment garantisce una facile e veloce consultazione, l’aggiornamento e la stampa delle diverse cartografie e degli attributi ad esse collegate, ma soprattutto permette di combinare tra loro i diversi tematismi informativi esistenti in banca dati in modo semplice,ordinato e veloce.
La banca dati pedologici di tipo pun-tuale comprende al momento attuale circa 600 profili pedologici e 1.400 tra trivellate ed analisi fisicochimiche (pun-tini in rosso nella figura),tutti dati georeferenziati (aventi coordinate di riferimento che permettono di conoscerne la effettiva ubicazione sul territorio regionale). La densità di tali informazioni nell’ambito della regione è maggiore nelle aree (circa 140.000 ettari) ove l’ARSARP negli ultimi anni ha condotto dei rilievi pedologici specifici di semidettaglio (aree colorate in verde chiaro nella figura) ed in parte sul restante territorio regionale ove l’ARSARP ha condotto uno studio dei suoli a piccola scala.
La banca dati pedologica inserita nel GIS ARSARP rappresenta una importante fonte di informazioni in quanto i dati in essa contenuta,opportunamente valutati in relazione alla qualità ed alle modalità di acquisizione, oltre a fornire un valido orientamento per la conoscenza delle caratteristiche dei suoli di una certa area,rappresentano un fondamentale punto di partenza per uno studio pedologico a livello aziendale.
Nelle aree ove l’ARSARP ha condotto e/o sta concludendo i rilievi pedologici di semidettaglio, inoltre, il GIS permette non solo di individuare le caratteristiche dei singoli profili pedologici,ma anche di selezionare e stampare le caratteristiche pedologiche complessive delle singole porzioni del territorio oggetto di studio.

Suoli Molisani

 Nel numero 5/2000 della presente rivista è stato trattato l’argomento relativo all’importanza del suolo, alle modalità per la sua formazione ed alla necessità della sua conservazione. In questo articolo, invece, tratteremo, brevemente, quali sono i principali problemi di vulnerabilità dei suoli molisani.  Uno dei problemi che determina conseguenze negative dal punto di vista sia ambientale che economico è senza dubbio quello dell’erosione.  Esso è il risultato di un bilancio negativo che si instaura tra due processi: quello molto lento della formazione del suolo, a partire dall’alterazione della roccia madre, e quello, a volte repentino, dell’asportazione di particelle di terreno formatosi nei processi di pedogenesi.
Il fenomeno dell’erosione può scaturire sia da processi naturali che antropici, oppure da entrambi, ed entrambi agiscono dapprima verso la degradazione del suolo e successivamente verso una sua progressiva perdita.
 Nel caso in cui il fenomeno principale dell’erosione è dovuto esclusivamente a fattori naturali (costituzione fisica del suolo, condizioni climatiche, morfologiche e vegetazionali dell’area)
si tratterà di erosione naturale. Precisamente si parlerà di erosione normale nel caso in cui il fenomeno avviene con tempi relativamente lunghi mentre è considerata accelerata quando i fattori naturali incidono a tal punto che gli effetti sono molto amplificati. Ciò avviene ad esempio quando si alternano periodi di siccità a periodi di intense precipitazioni concentrate in poco tempo. Gli effetti negativi ovviamente saranno più accentuati quando,oltre a fattori climatici,vi sono predisposizione dell’ambiente legate alla situazione morfologica, all’assenza di vegetazione ed alla erodibilità del suolo (che dipende dalla tessitura, struttura, contenuto in sostanza organica e permeabilità).  Si tratterà di erosione antropica qualora gli interventi dell’uomo sull’ambiente sono tali da incidere direttamente come causa del fenomeno stesso, come ad esempio quando si eseguono ingenti disboscamenti in versanti argillosi con conversione del suolo a coltivi (foto 1), oppure nelle lavorazioni agricole non conservative (foto 2) ed, infine, quando si adottano scelte per un aumento delle superfici urbanizzate.
Il fenomeno dell’erosione rappresenta, per le attività agricole e per quelle umane, un elemento estremamente negativo contro il quale occorre mettere in atto misure in grado di contrastare il fenomeno piuttosto che accelerarne l’evoluzione predisponendo, peraltro, l’assetto complessivo del territorio alla instabilità.
La riduzione della fertilità agraria si manifesta con la perdita di elementi nutritivi e di sostanza organica;inoltre, attraverso l’asportazione delle particelle di suolo, si avrà anche una diminuzione della profondità dello stesso.
Lo spessore esiguo di suolo porterà ad una diminuzione della capacità di ritenzione idrica e, quindi, una minore attitudine del suolo allo sviluppo delle piante.  Oltre a problematiche direttamente legate alla produttività agricola, l’erosione incide direttamente sulla stabilità dei versanti innescando movimenti di massa tali da compromettere anche le attività dell’uomo (strade, centri urbani ecc.). Senza entrare nel dettaglio sulle varie forme di erosione, nel territorio molisano essa si esplica soprattutto attraverso l’erosione idrica, movimenti di massa e subordinatamente attraverso l’erosione eolica. Nel Molise è possibile individuare tre principali regioni pedologiche: la regione montana dell’Appennino CentroMeridionale, la regione dell’alta e media collina, la regione costiera e della bassa collina che degrada verso il mare Adriatico (figura 1).

 A livello europeo esse coincidono, secondo il Manuale delle procedure vers. 1.0 dell’European Soil Boureau, rispettivamente con le seguenti Soil Regions:
– 59.7 (Cambisols-Leptosols Region, with Luvisols of the Appennino of Italy)
– 61.1 (Cambisol-Regosol Region, with Luvisols an Vertisols of East of Italy)
–  74.1 (Regosol-Cambisol Region of the Coast of the Adriatic Sea in the Central Italy).
La regione montana,(59.7 in figura 1) con un’estensione di circa 150.000 ettari, é caratterizzata in gran parte dalla presenza di litologie carbonatiche.  Essa non è interessata da fenomeni di particolare rilevanza sotto l’aspetto della vulnerabilità dei suoli grazie ad un buon assetto geopedologico, alla pre-senza di una discreta superficie silvopa-storale e una maggiore salvaguardia introdotta con l’istituzione di “Piani Regionali Paesistici”.
In questa regione pedologica si possono registrare soltanto fenomeni erosivi di tipo eolico,soprattutto nei rilievi principali quali quelli del Matese, delleMainarde e di Colle dell’Orso.  Fenomeni degenerativi legati all’attività erosiva, sia naturale che antropi-ca, si riscontrano, invece, in gran parte della regione pedologica dell’alta e media collina (230.000 ettari), dove formazio-ni calcareo-marnoso-selciose, complessi flyscioidi arenaceo-marnosi e argillo-marnosi sovrastano i termini delle “Argille Varicolori”. In particolare, la presenza diffusa di argilliti appartenenti alla formazione delle “Argille Varicolori”, rende i terreni instabili dando luogo,frequentemente, ad estesi movimenti franosi (foto 3), anche in versanti con debole pendenza, nonché a fenomeni di erosione accelerata che portano alla formazione di calanchi (foto 5). Tale fenomeno impedisce,specialmente nei versanti, la normale alterazione chimico fisica dei minerali e l’avvio dei processi che portano alla formazione del suolo.  A ciò si devono aggiungere le scelte non idonee nella “programmazione agricola” che hanno contribuito, in modo significativo, ad aggravare il degrado di tale ambiente. L’uso eccessivo della meccanizzazione agricola in versanti predisposti al dissesto (foto 6) ha provocato un peggioramento della stabilità dei versanti stessi. In queste aree anche i tentativi di sistemazione idraulico forestale (rimboschimento, viminate ecc.), non eseguiti tempestivamente, non hanno fornito buoni risultati. In tali aree sarebbe opportuno intervenire con scelte rivolte all’incremento della vegetazione spontanea o seminaturale in modo da non esporrele superfici argillose all’azione degli agenti atmosferici, permettendo così al sistema roccia-suolo-vegetazione di riequilibrarsi. In particolare, nel territorio molisano, le aree maggiormente suscettibili all’erosione sono quelle situate nella porzione centrale della regione pedologica dell’alta e media collina (61.1 in figura 1) e precisamente quelle colorate in rosso nella figura 2 e, in misura minore, quelle colorate in arancio. Le aree colorate in rosso sono quelle ad alta potenza di rilievo e ad alta densità di drenaggio su litotipi argillosi. Esse sono costituite da suoli poco profondi a tessitura fine con profilo A – Cr che appartengono al sotto-gruppo dei Typic Ustorthent (secondo la classificazione Soil Taxonomy). Suoli leggermente più profondi (sottogruppo dei Vertic Haplustepts) si rinvengono, solitamente, nelle sommità subpianeggianti e sommità convesse di natura tettonica. Nelle aree colorate in arancio,considerata la variabilità e l’estensionenotevole (circa 94.000 ettari), le relazioni tra suoli e paesaggi sono mutevoli e differenti sono le diverse tipologie di suolo.Ad esempio in presenza di rilievi calcarei o di versanti molto acclivi o con ripiani su materiali litoidi domina-no i sottogruppi litici (Lithic Haplustoll e Lithic Ustorthent). Su versanti com-plessi ed aree colluviali si rinvengono sottogruppi vertici (Vertic Haplustept, Vertic Calciustept e Vertic Ustorthent).  La regione pedologica costiera (74.1 in figura 1),in cui le formazioni argillose e sabbioso-conglomeratiche si alternano ai terrazzi fluviali delle valli dei fiumi Biferno e Trigno, è caratterizzata da un uso agricolo intensivo e una diffusa attività extragricola (settore industriale ed artigianale). Anche in questa regione pedologica sono presenti numerosi fenomeni di erosione e di dissesto come quelli che si possono riscontrare nel territorio dei comuni di Montenero di Bisaccia e di Petacciato. Ai fenomeni di erosione naturale si aggiungono problemi legati alle tecni-che di lavorazioni di alcuni tipi di suoli. In molte aree, infatti, gli orizzonti profondi sono ricchi di carbonato di calcio (croste di calcare polverulento), che, con lavorazioni non limitate agli orizzonti superficiali del terreno, viene riportato in superficie, provocando un notevole peggioramento generale delle caratteristiche dei suoli. L’uso talvolta eccessivo di fertilizzanti ed antiparassitari può ripercuotersi sulla qualità delle acque di falda e dei corsi d’acqua prossimi al mare.Quindi il degrado di questi suoli deve essere affrontato in termini di “pressione chimica”, come in parte attuato dalla Regione Molise con l’applicazione di normative comunitarie.Infatti la permeabilità dei terreni e la presenza di acquiferi superficiali impongono una maggiore attenzione in questo senso per potere valutare la “capacità di attenuazione dei suoli” secondo l’allegato 7 del D.L.152/99. Ulteriore fenomeno di degrado di questi suoli risulta essere la progressiva diminuzione di sostanza organica. Ciò perché proprio nei climi caratterizzati da temperature alte e bassa piovosità si ha una rapida mineralizzazione della sostanza organica e ciò avviene soprattutto in quelle zone caratterizzate da una agricoltura intensiva. La sostanza organica ha molteplici funzioni in quanto migliora sia le proprietà fisiche che chimiche del suolo. Dal punto di vista delle proprietà fisiche essa migliora la struttura del terreno favorendo la formazione di aggregati stabili, aumentando la permeabilità neiterreni argillosi e aumentando la capacità di ritenzione idrica nei terreni più grossolani rendendo quindi il suolo più idoneo alle colture agrarie e forestali ed al tempo stesso meno erodibile; essa inoltre riduce la coesione nei terreni argillosi facilitandone le lavorazioni. Dal punto di vista delle proprietà chimiche la sostanza organica, oltre ad apportare elementi nutritivi utili per le piante, va ad aumentare notevolmente la capacità di scambio cationico del terreno riducendo le perdite di elementi nutritivi per lisciviazione. Nelle aree della regione pedologica costiera (74.1 in figura 1), nel corso degli ultimi decenni, si è passati da una agricoltura tradizionale con aziende ad indirizzo misto (zootecnico,cerealicolo e ortofrutticolo) tipica del dopoguerra ad una agricoltura di tipo specializzato che,come detto in precedenza, esclude la zootecnia che era la fonte primaria per l’apporto di sostanza organica ai terreni agrari. Di conseguenza l’unica fonte di elementi nutritivi è rappresentato attualmente dai concimi minerali. In alcune aree, inoltre, la presenza dell’irrigazione ha ulteriormente spinto l’agricoltura verso tecniche agronomiche meno sostenibili. In questo territorio si ha un basso contenuto in sostanza organica (< 1%), specialmente nei versanti in sinistra idrografica del Fiume Fortore; ulteriori suoli con simili caratteristiche si rinvengono sui versanti della costa adriatca nei pressi di Petacciato. Questa diminuzione progressiva di sostanza organica emerge confrontando serie di analisi di terreno effettuate nel tempo. Ciò peraltro è confermato dal fatto che gli imprenditori agricoli utilizzando prodotti organici ottengono risultati quali-quantitativi superiori rispetto alla sola concimazione minerale.Si può ipotizzare che, nel lungo periodo, il progressivo impoverimento in sostanza organica può comportare  una graduale perdita di fertilità tale da compromettere l’uso agro-silvo-pastorale di questi suoli. Da questo quadro, seppure non esaustivo, emerge in modo chiaro che i suoli molisani, per molteplici aspetti, hanno una forte predisposizione al degrado pertanto occorre una conoscenza delle caratteristiche peculiari di questi suoli e della loro distribuzione geografica al fine di dare un supporto tecnico valido ai fini della programmazione e della corretta gestione del territorio.

 

Attivita’

Il settore primario costituisce il comparto economico che governa, utilizza ed interpreta più di altri le risorse territoriali ed ambientali per la cui conservazione è fondamentale un’approfondita conoscenza che si può avere avendo a disposizione supporti conoscitivi cartografici adeguati tra i quali di notevole importanza sono le carte dei suoli. Proprio in questa ottica è stato creato nel 1995, all’interno dell’ex ARSIAM, oggi ARSARP, il Laboratorio Cartografico-Pedologico. Si tratta di una piccola struttura che ha come compito prioritario quello di conoscere e far conoscere la risorsa suolo e il suo valore produttivo e protettivo per migliorare la gestione, l’utilizzazione e la qualità del territorio molisano. La pedologia, fornendo le informazioni necessarie a valutare l’idoneità di un territorio ad essere utilizzato per le diverse attività (agricoltura, selvicoltura, urbanistica, industria, viabilità ecc.), facilita la gestione e la pianificazione territoriale.

Le carte dei suoli e le carte derivate sono di utile supporto per l’assistenza tecnica nel settore agricolo e forestale, per progettazioni di tipo ingegneristico, per interventi di drenaggio e di irrigazione. Più in particolare l’analisi pedologica di dettaglio e di semidettaglio dà informazioni che permettono di inquadrare immediatamente la situazione morfologica e fisico-chimica dei terreni delle aziende agrarie e di conoscere i parametri fondamentali per l’interpretazione delle analisi della fertilità chimica.

L’attività dell’ARSARP nel settore pedologico è iniziata nel 1995 con il progetto “Carta dei suoli dei comuni di Campomarino e Portocannone”, previsto nell’ambito del Programma Operativo “Sviluppo della Divulgazione agricola e delle attività connesse” (Regolamento CEE 2052/88) – Obiettivo 1 -, con cui l’ARSARP ha dato attuazione alle linee guida fornite dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (MIPAAF), dall’Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) e dall’Istituto Sperimentale per lo Studio e la Difesa del Suolo (ISSDS) finalizzate a regolamentare la realizzazione di progetti di cartografia pedologica in Italia.

Nell’ambito di tale progetto, l’ARSARP ha curato i “Quaderni di pedologia”, articolati in sei opuscoli: una serie di monografie a carattere divulgativo rivolte alla promozione della conoscenza delle caratteristiche dei suoli della regione Molise, con particolare riferimento alle loro potenzialità e vulnerabilità.

 

“I suoli dei Comuni di Campomarino e Portocannone”

“I suoli delle principali aree irrigue del Molise”

“Pedopaesaggi Molisani”

“I suoli della Comunità Montana Trigno Medio Biferno”

“I suoli della Comunità Montana Montemauro”

“I suoli dei comuni non Montani”

 

I testi sono consultabili  presso la sede dell’ARSARP.