Agenzia Regionale per lo Sviluppo Agricolo, Rurale e della Pesca
Famiglia: Graminaceae
Genere: Hordeum
Specie: Hordeum vulgare L.
Diffusione e mercato: L’Orzo è una pianta conosciuta dall’uomo fin da epoche remotissime: era già coltivato in Medio Oriente nel 7° millennio a.C. e da qui si è diffuso in tutto il mondo. In Italia l’orzo occupa una discreta superficie coltivata sia per granella che come pianta da foraggio.
Caratteri botanici e biologici: L’orzo appartiene ai cereali microtermi ed ha un apparato radicale di tipo fascicolato con radici seminali e radici secondarie. Lo stelo è un culmo costituito da nodi e internodi; è provvisto di foglie e all’estremità superiore di infiorescenze. L’infiorescenza dell’orzo è una spiga il cui rachide è costituito da 20-30 articoli su ognuno dei quali, in posizione alterna, sono portate tre spighette uniflore, una mediana e due laterali. Negli orzi distici (a due ranghi di cariossidi nella spiga) solo quella mediana è fertile, mentre nei tetrastici (a sei ranghi di cariossidi nella spiga) sono fertili tutte e tre le spighette. Come il frumento l’orzo è strettamente autogamo. Carattere distintivo importante per il riconoscimento è che le foglie hanno auricole glabre e sviluppatissime, tanto da abbracciare lo stelo fino a sovrapporsi l’una all’altra. Le glume, presenti in tre paia su ogni nodo del rachide sono piccole. Le glumelle sono molto sviluppate e aderiscono strettamente alla cariosside che quindi è vestita anche dopo la raccolta. Le glumelle inferiori terminano quasi sempre con una resta lunghissima e robusta. Il frutto è una cariosside con pericarpo aderente al seme e un solco ventrale che può essere più o meno marcato. Il colore è generalmente giallognolo rossastro. Il peso di 1000 semi vestiti varia tra 30 e 55 g.
Esigenze pedo-climatiche: L’orzo ha una serie di caratteristiche che lo differenziano dal frumento e che gli conferiscono una maggiore adattabilità ad ambienti marginali molto diversi. L’orzo si presenta più precoce del frumento, infatti, si semina in autunno e riesce a maturare tanto presto da sfuggire, meglio delle altre specie, alla siccità e a utilizzare al massimo ai fini produttivi la poca acqua disponibile. Riesce a tollerare la salinità dell’acqua e del terreno. Si adatta a terreni magri, sciolti, difettosi, purché ben drenati. Per quanto riguarda le temperature, l’orzo resiste meno del frumento ai freddi, per questo talvolta è necessaria la semina a fine inverno in ambienti difficili. Il pH del terreno ottimale varia dal neutro al sub-alcalino.
Principali avversità: Le avversità dell’orzo oltre a quelle tipiche dei frumenti come il mal del piede, l’oidio, le ruggini e le carie, sono: - rincosporiosi (Rynchosporium secalis) e l’ elmintosporiosi (Drechslera spp.). - giallume virotico (BYDVirus) trasmesso da afidi (Ropalosiphon padi). Anche per questa coltivazione, non sono previsti interveti atti a ridurre queste avversità.
Tecnica colturale: La coltivazione dell’orzo è pressoché identica a quella dei frumenti:-preparazione del letto di semina mediante un’aratura a 35-45 cm di profondità e un affinamento superficiale con successivi passaggi di estirpatore o di erpici di vario tipo;-semina in autunno, mediante seminatrice tradizionali o pneumatiche;- concimazione fosforica e potassica in pre-semina con circa 50-100 unità di K2O (ove necessario) e 60-80 kg/ha di P205;- concimazione azotata con circa 100-150 kg/ha di N, parte in presemina e parte in copertura;- diserbo in post-emergenza. In caso di coltivazione come orzo da malto bisogna non eccedere con la concimazione azotata per ridurre la quantità di azoto nella granella.
Raccolta, caratteristiche agronomiche, resa e utilizzazione: La raccolta dovrebbe avere inizio quando l’umidità della granella è scesa sotto il 14%, avendo cura di essere tempestivi perché la spiga è molto fragile. Generalmente avviene in giugno, mediante una mietitrebbia. La resa per ettaro può variare sensibilmente per diversi fattori tra cui i principali sono l'andamento climatico stagionale e la rotazione colturale effettuata. La produzione media in granella vestita è intorno a 3.0 t/ha. La granella d’orzo di Ripabottoni storicamente trovava impiego come surrogato del caffè. Inoltre trova impiego: 1. nell’alimentazione del bestiame 2. nella preparazione del malto (per birra o altro)
Provenienza: Ripabottoni (CB)
Distribuzione sul territorio: Ripabottoni (CB)